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Pratiche Ciclomotori

Ciclomotori: regole e sanzioni
Il d.p.r.153/2006, in vigore dal 14/7/06, ha completato il quadro normativo riguardante la circolazione dei ciclomotori (già in parte riformato con la legge 168/2005 che ha modificato l'art.97 del codice della strada) disciplinando in particolare il trasporto del passeggero ed introducendo novità importanti riguardo le pratiche di immatricolazione e di passaggio di proprietà.

DEFINIZIONE

Prima di tutto è bene chiarire quali mezzi siano identificabili come "ciclomotori", detti anche semplicemente "scooter", "motorini" o "cinquantini" e definiti dal codice della strada all'art.52.
La categoria, in realtà, include tutti i veicoli a motore a due, tre o quattro ruote con velocità massima fino a 45 km/h, con le seguenti specifiche:
  • se il motore è a scoppio, la cilindrata massima dev'essere di 50 cc;
  • la massa a vuoto, se il mezzo è a tre ruote, non può superare i 270 kg;
  • per i mezzi a quattro ruote la massa a vuoto non può superare i 350 kg, e se il veicolo è elettrico la potenza non deve superare i 4 kw (la massa, in questo caso, è da calcolarsi non considerando le batterie).
Sono quindi equiparati ai ciclomotori le cosiddette MINICAR, quadricicli leggeri definiti dal Ministero dei trasporti come mezzi di massa a vuoto inferiore a 350 kg che possono sviluppare velocità massima di 45 km/h, categoria internazionale L6e (vedi DM del Ministero trasporti 11043 del 31/1/03 che ha recepito da Direttiva 02/24/CE).
È bene sapere che alcuni mezzi particolari (veicoli atipici, ibridi, multimodali, elettrici) possono essere inclusi dalla Motorizzazione nella categoria dei ciclomotori. In caso di dubbio, quindi, è opportuno fare un controllo presso i loro uffici. Sono comunque esclusi dalla categoria, perchè non definibili veicoli, le macchine monoposto ad uso di invalidi, di bambini o di pedoni dotate di motore con potenza fino 1 kW, che non superino la velocità massima di 6 km/h, nonchè determinati limiti di massa e dimensione.

TARGA E DOCUMENTI
Attualmente per i ciclomotori è prevista una targa personale ma abbinata anche al veicolo (composta da sei caratteri alfanumerici), e un certificato di circolazione. Su quest'ultimo sono riportati i dati del proprietario, la targa, le caratteristiche tecniche del mezzo e l'eventuale omologazione al trasporto di un passeggero.
Ambedue i documenti sono rilasciati -contestualmente alla richiesta dell'interessato- dall'Ufficio Motorizzazione Civile del Dipartimento trasporti terrestri o da un'impresa di consulenza automobilistica.
Chi guida, invece, dev'essere munito del certificato di idoneità alla guida del ciclomotore. Si tratta del cosiddetto "patentino" obbligatorio dal 1/10/05 per tutti coloro -minorenni e non- che non possiedono una patente di guida.


Passaggio dalle vecchie alle nuove targhe
Prima del 14/7/2006, data dalla quale i nuovi ciclomotori vengono dotati della nuova targa a 6 caratteri abbinata anche al veicolo, i ciclomotori erano dotati del semplice contrassegno di identificazione (il cosiddetto "targhino", la targa personale non legata al mezzo) e dal certificato di idoneità tecnica del ciclomotore (il cosiddetto "librettino" o C.I.T.).
Fino al 13/8/2010 non c'è stato alcun obbligo di adeguamento al nuovo sistema di immatricolazione per i vecchi ciclomotori, che possono tutt'ora viaggiare con il vecchio "targhino" personale.
Da questa data, invece, per effetto della riforma del codice della strada del 2010 l'obbligo c'è e dev'essere ottemperato entro 18 mesi,  ovvero entro il 12/2/2012.
Il Ministero dei trasporti ha fissato una sorta di calendario per l'adeguamento, che stabilisce diverse scadenze a seconda della sequenza numerica del targhino;
  • sequenza numerica che inizia per "0", "1" o "2": adeguamento entro il 1 Giugno 2011;
  • sequenza numerica che inizia per "3", "4" o "5": adeguamento entro il 31 Luglio 2011;
  • sequenza numerica che inizia per "6", "7" o "8": adeguamento entro il 29 Settembre 2011;
  • sequenza numerica che inizia per "9" e sequenza alfanumerica che inizia per "A": adeguamento non oltre il 12/2/2012.
Dal 13 Febbraio 2012 non sarà piu' possibile circolare con un ciclomotore munito di vecchio targhino, pena l'applicazione di una sanzione.

VIAGGIARE IN DUE
È possibile viaggiare in due su un ciclomotore a queste condizioni:
  • il guidatore dev'essere maggiorenne;
  • il mezzo dev'essere dotato di un'apposita omologazione europea al trasporto del passeggero (risultante dal certificato di circolazione);
  • il mezzo dev'essere stato immatricolato col nuovo sistema introdotto nel Luglio 2006 e quindi dev'essere dotato della targa alfanumerica a 6 caratteri abbinata anche al veicolo.

Inoltre, anche se non si tratta di un obbligo vero e proprio, è bene verificare che il contratto assicurativo preveda adeguate coperture.
Viaggiare in due quando non ve ne sono le condizioni comporta l'applicazione di una sanzione variabile. Se chi guida è minorenne è applicato anche il fermo amministrativo del veicolo per 60 giorni.


COSA FARE IN CASO DI FURTO, SMARRIMENTO, DEMOLIZIONE
In caso di furto o smarrimento del targhino o della nuova targa abbinata al mezzo, l'intestatario deve, entro 48 ore dalla constatazione, presentare denuncia alla Polizia e fare richiesta -alla Motorizzazione o altro soggetto abilitato dal ministero dei Trasporti- di una nuova targa e di un nuovo certificato di circolazione (quindi il mezzo va, in pratica, reimmatricolato con le nuove regole).
Stessa cosa nel caso in cui la targa (o il targhino) risulti distrutta o deteriorata (ipotesi a cui deve seguire la distruzione).
Anche in caso di furto o smarrimento del certificato di idoneità tecnica o del certificato di circolazione dev'essere presentata, entro 48 ore, denuncia all'autoritàdi Polizia. In caso di certificato di idoneità si dovrà poi procedere all'immatricolazione del mezzo con le nuove regole, con emissione di una nuova targa e di un certificato di circolazione. Nel caso invece in cui venga rubato o perso il certificato di circolazione, potrà esserne chiesto un duplicato alla Motorizzazione o ad uno dei soggetti abilitati dal ministero dei Trasporti. Sul duplicato verrà ovviamente riportato lo stesso numero di targa associato al documento originale. Per compiere tutte le operazioni l'interessato ha tempo tre giorni dal momento della presentazione della denuncia.
La procedura è la stessa nei casi di deterioramento o distruzione dei certificati.
Se il furto riguarda il ciclomotore dovrà essere presentata denuncia all'Autorità di Polizia entro 48 ore, indicando il numero di telaio e denunciando (se fosse il caso) anche il furto del certificato di idoneità tecnica o di circolazione, della targa e del certificato di assicurazione.
In caso di demolizione del ciclomotore non vi è obbligo di comunicazione al PRA o alla Motorizzazione. Si dovrà ovviamente rimuovere la targa restituendola alla Motorizzazione nel caso in cui non si intenda piu' utilizzarla. Per la demolizione, inoltre, ci si dovrà rivolgere ad un'impresa autorizzata.
Una precisazione: se col vecchio sistema restava generalmente impunito l'abbandono del ciclomotore (difficilmente collegabile al proprietario, una volta privato della targa), con quello nuovo diventa facile identificare il proprietario e quindi comminare la sanzione prevista dalla legge. A tal proposito valgono le disposizioni degli artt.14 e 50 del cosiddetto "decreto Ronchi" (il d.lgs.22/97), nonchè quelle stabilite dal Comune.
 
REGOLE E SANZIONI, ANCHE PER LE MINICAR
Ne sono previste diverse, con sanzioni il cui importo è via via incrementato. L'ultima riforma al codice della strada, apportata con legge 120/2010, oltre ad aumentare sensibilmente molte sanzioni, ha introdotto regole particolari per le minicar.
Le principali regole:
  • il conducente e l'eventuale passeggero devono indossare e tenere saldamente allacciato un casco conforme alle normative comunitarie (sono escluse da questo obbligo le minicar e tutti i ciclomotori dotati di carrozzeria chiusa o di cellula di sicurezza a prova di crash).
  • il conducente deve avere libero uso delle braccia, delle mani e delle gambe, deve sedere in posizione corretta e deve reggere il manubrio con ambedue le mani (con una mano solo se è necessario fare segnalazioni);
  • l'eventuale passeggero deve essere seduto in modo stabile ed equilibrato, nella posizione determinata dalle apposite attrezzature del veicolo.
  • è vietato procedere sollevando la ruota anteriore;
  • è vitetato farsi trainare da altri veicoli;
  • è vietato trasportare oggetti che non siano solidamente assicurati, che sporgano lateralmente rispetto all'asse del veicolo o longitudinalmente rispetto alla sagoma di esso oltre i cinquanta centimetri, ovvero impediscano o limitino la visibilità al conducente.
  • se prescritto dalla patente o dal certificato di idoneità alla guida (patentino), è obbligatorio l'uso degli occhiali (o lenti a contatto) alla guida di un ciclomotore o di una minicar;
  • sulle minicar, dal 30/7/2010, è previsto l'obbligo di uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini.
In tutti questi casi la sanzione pecuniaria applicabile varia, come per i seguenti casi:
  • su ciclomotori e motocicli non possono essere trasportati bambini di età inferiore ai 5 anni;
  • per chi produce o vende ciclomotori (o minicar) con potenza superiore a quella massima di legge; - per chi importa o produce caschi prottettivi non omologati;
  • per chi trucca un ciclomotore (o una minicar);
  • per chi circola con un ciclomotore (o minicar);
  • per chi circola con un ciclomotore (o minicar) privo di certificato di circolazione;
  • per chi circola con un ciclomotore (o minicar) privo di targa.
In alcuni casi è applicabile la sanzione accessoria del fermo amministrativo del ciclomotore:
  • per 60 giorni per chi guida senza libero uso delle braccia, delle mani o delle gambe, per chi guida sedendo in posizione scorretta o senza reggere il manubrio con le due mani, nonchè per chi guida con la ruota anteriore sollevata;
  • per 60 giorni per chi circola con un mezzo truccato;
  • per 60 giorni per chi circola senza casco;
  • per 60 giorni per il minorenne che trasporta altre persone;
  • per 30 giorni per chi circola con un mezzo privo di targa o con targa non propria, etc.
UNA NOTA SULLA CONFISCA
Attualmente la confisca del ciclomotore è prevista:
  • per chi ha "truccato" il mezzo, ossia ha effettuato modifiche tecniche tali da aumentarne la velocità rispetto a quanto previsto dal citato art.52. In questi casi è prevista, dopo la confisca, la demolizione del ciclomotore (a meno che gli organi accertatori non ritengano di poterlo "recuperare" ripristinando le caratteristiche originarie per poi utilizzarlo nello svolgimento dei propri compiti).
  • nel caso di circolazione con un mezzo per il quale non è stato rilasciato il certificato di circolazione;
  • nel caso di uso del mezzo per commettere un reato, sia da parte del conducente maggiorenne che minorenne.

È da rilevare che la legge 120/2010 ha finalmente disposto che possono essere restituiti i motorini sequestrati nel 2005 e 2006 in forza alla legge 168/2005, quando non sia ancora stata disposta la confisca. Un intervento normativo tanto atteso quanto tardivo e -forse- inutile.
Nota: ricordiamo che la legge 168/2005 aveva esteso l'applicazione della confisca a molte violazioni commesse con i motorini (quelle per le quali adesso è applicabile il fermo amministrativo, sostanzialmente) scatenando polemiche cosi' forti da determinate una ulteriore modifica normativa arrivata poi con il dl 262/2006.

 
 


Trasferimento di proprietà ciclomotori  
Si tratta del rilascio in tempo reale della nuova Targa Personale e del Certificato di Circolazione a nome del nuovo acquirente di un ciclomotore usato.
Dal 14 luglio 2006 è entrato in vigore il nuovo sistema di targatura e di rilascio del certificato di circolazione dei ciclomotori, così come disciplinato dal Decreto del Presidente della Repubblica n. 153/2006, pubblicato su Gazzetta Ufficiale n. 89 del 15/4/2006.
 
Acquisto e vendita
Con le nuove norme introdotte dal DPR 6 marzo 2006 n. 153 in vigore dal 14 luglio 2006, in caso di trasferimento di proprietà bisogna distinguere tra i seguenti casi:
 

nuovo tipo

vecchio tipo

 

Ciclomotori già in circolazione al 14 luglio 2006
Se l’acquirente è in possesso di un proprio contrassegno d’identificazione (targhino), si segue la vecchia procedura: il venditore toglierà il suo targhino (se ne è in possesso) prima di cedere il ciclomotore e consegnerà all'acquirente il certificato di idoneità tecnica contenente i dati di identificazione del telaio e le caratteristiche tecniche del ciclomotore; l’acquirente provvederà ad apporre sul veicolo il suo targhino e a munire il mezzo della copertura assicurativa RCA obbligatoria. In pratica, non vi è alcun obbligo di registrazione del trasferimento di proprietà: il targhino identifica infatti il responsabile della circolazione e non il veicolo, e quindi può essere smontato da un ciclomotore e messo su un altro. Non è neanche necessario l'atto scritto, che però sarà opportuno richiedere o rilasciare quantomeno come ricevuta dell'importo pagato e della provenienza del veicolo o del trasferimento degli oneri e delle responsabilità connessi al possesso del veicolo.
Se l’acquirente non è in possesso di un proprio contrassegno d’identificazione (targhino), bisogna seguire la nuova procedura: al venditore spetterà sempre togliere il suo targhino (se ne è in possesso) prima di cedere il ciclomotore e consegnare all'acquirente il certificato di idoneità tecnica contenente i dati di identificazione del telaio e le caratteristiche tecniche del ciclomotore; l’acquirente invece dovrà provvedere ad immatricolare il veicolo munendosi così del certificato di circolazione (contenente i dati di identificazione e costruttivi del veicolo, nonché quelli della targa e dell'intestatario, rilasciato dal Dipartimento per i trasporti terrestri, ovvero da uno dei soggetti abilitati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ora Ministero dei trasporti) e della targa, che identifica l'intestatario del certificato di circolazione (dal 14 luglio 2006 infatti non sarà più possibile richiedere né ottenere i vecchi certificati d’idoneità tecnica e contrassegni d’ identificazione). Inoltre, naturalmente, dovrà munire il mezzo della copertura assicurativa RCA obbligatoria

Ciclomotori immessi in circolazione a partire dal 14 luglio 2006
In questo caso, il venditore toglierà la sua targa prima di cedere il ciclomotore e comunicherà la richiesta di sospensione dalla circolazione al Dipartimento per i trasporti terrestri allegando il certificato di circolazione (questa procedura permetterà di poter associare la targa che resta al venditore ad un altro ciclomotore mediante il rilascio di un nuovo certificato di circolazione). L’acquirente richiederà l’emissione di un nuovo certificato di circolazione: a questo verrà associato il numero di targa eventualmente già in possesso dell’acquirente e non associata ad un altro ciclomotore, altrimenti si procederà al rilascio di una nuova targa. Anche in questo caso, l’acquirente dovrà munire il mezzo della copertura assicurativa RCA obbligatoria.
La targa è applicabile solo al  veicolo  identificato  nel  certificato  di  circolazione  di cui risulta  intestatario il titolare della stessa targa. Chi risulta intestatario di più veicoli deve conseguentemente  munirsi di un corrispondente numero di certificati di circolazione e di targhe. Se non si intende riutilizzare la targa dopo la vendita, il titolare deve provvedere  alla  sua  distruzione dandone comunicazione ad un ufficio della Motorizzazione Civile o ad uno dei soggetti abilitati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (ora Ministero dei trasporti) per l'aggiornamento della sezione ciclomotori dell'Archivio nazionale dei veicoli

Cosa serve:
  • Certificato di Sospensione
  • Documento d'identità del nuovo proprietario, in corso di validità
  • Tesserino codice fiscale
  • Permesso di soggiorno (per i cittadini extracomunitari
  • Modello TT2120
  • Fotocopia Visura della Camera di Commercio (solo per le società)

 

 
Sospensione
In tutti i casi in cui l’intestatario non intenda utilizzare il proprio ciclomotore, può richiederne la sospensione dalla circolazione, con la conseguenza di rendere la relativa targa disponibile per essere associata ad altro ciclomotore (ovviamente, previo rilascio di un nuovo certificato di circolazione).
L’intestatario che intenda trasferire la proprietà del ciclomotore, anche con patto di riservato dominio, ovvero in caso di costituzione, di usufrutto o di locazione con facoltà di compera, è tenuto a presentare apposita comunicazione scritta, alla comunicazione occorre allegare il certificato di circolazione in originale anche se deteriorato oppure denuncia o dichiarazione di resa denuncia nel caso di smarrimento o furto dello stesso.
All’interessato viene rilasciato contestualmente alla presentazione dell’istanza, un certificato di avvenuta sospensione del ciclomotore dalla circolazione. Questo è il documento necessario per vendere il proprio ciclomotore o per abbinare la propria Targa Personale ad un nuovo ciclomotore.

Cosa serve:
  • Certificato di Circolazione
  • Documento d'identità in corso di validità
  • Tesserino codice fiscale
  • Permesso di soggiorno (per i cittadini extracomunitari)
  • Modello TT2120
  • Fotocopia Visura della Camera di Commercio (solo per le società)
 
 


Cambio di residenza
Nel momento in cui si richiede un cambio di residenza, l’Anagrafe del Comune provvede a comunicare direttamente al Ministero dei Trasporti - Direzione Generale della Motorizzazione Civile -, i nominativi dei titolari e gli estremi della patente e della carta di circolazione di tutti i veicoli con targa posseduti (ciclomotori compresi).
Affinché la comunicazione al Ministero dei Trasporti abbia luogo è necessario segnalare all'Ufficio Anagrafe tutti i dati correttamente.
Tale procedura non è prevista per le carte di circolazione degli autobus, dei veicoli destinati al trasporto di cose di massa complessiva superiore a 6 tonnellate, dei taxi, dei veicoli adibiti a noleggio con conducente e dei veicoli intestati a persone giuridiche per i quali occorre rivolgersi alla Motorizzazione civile.
Qualora un precedente cambio di residenza non sia stato riportato sulla patente di guida o sul libretto di circolazione, è necessario rivolgersi direttamente presso gli uffici della Motorizzazione civile.
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