la nostra Agenzia di Pratiche Automobilistiche è associata:

UNASCASemetraSportello Telematico
HOME PAGE
AGENZIA
SERVIZI OFFERTI
  • Pratiche Auto e Moto
  • Pratiche Ciclomotori
  • Patente
  • Carta di circolazione
  • Certificato di proprietà
  • Varie
LINK/MODELLI
CLIENTI
CONTATTACI

Pratiche Auto e Moto

Trasferimento di proprietà
Il Trasferimento di proprietà è il negozio giuridico con il quale si trasferisce la titolarità di un bene da un soggetto ad un altro. Per quanto concerne gli autoveicoli la proprietà può essere trasferita verbalmente e tale evento esplica immediatamente i suoi effetti tra le parti interessate.
Per raggiungere lo scopo di portare a conoscenza di tutti i terzi interessati la variazione di titolarità del bene, occorre trascrivere il trasferimento di proprietà negli archivi del P.R.A., ossia il Pubblico Registro Automobilistico. La trascrizione si effettua in base ad un titolo che, secondo le prescrizioni del Codice Civile, può assumere le seguenti forme: atto pubblico, scrittura privata o sentenza.
Normalmente la forma più in uso per le compravendite di autoveicoli è la scrittura privata. Può anche essere redatta sul retro, appositamente predisposto, del Certificato di Proprietà (CdP) oppure su foglio a parte.
L' autentica della sottoscrizione viene effettuata dal titolare dell’Agenzia o in Municipio. Nel caso in cui non sia stilata una dichiarazione di vendita sul CdP, siamo in presenza di un vero e proprio contratto di compravendita che prevede sia la sottoscrizione del venditore che quella dell'acquirente.
Con l'entrata in vigore dello S.T.A. (Sportello Telematico dell'Automobilista) i trasferimenti di proprietà dei veicoli si effettuano in tempo reale, firmando l'atto di vendita all'interno dell'ufficio sede dello S.T.A.
 
Documenti che deve esibire il venditore:
  1. Libretto di circolazione
  2. Certificato di Proprietà
  3. documento di identità in corso di validità
       • se il venditore è un procuratore deve esibire la procura in originale
       • Il certificato di proprietà, viene utilizzato, come nota di richiesta, sul cui retro va redatta la dichiarazione unilaterale di vendita, con la firma del venditore autenticata.

Se a vendere è una società oltre ai documenti del veicolo occorre:
  1. documento di identità di chi detiene i poteri di firma
  2. visura o certificato CCIAA in corso di validità
  3. copia della fattura

Documenti che deve esibire l'acquirente:
  1. documento d'identità in corso di validità
  2. firma modello TT2120
  
Se ad acquistare è un extracomunitario occorre:
  1. carta di identità in corso di validità
  2. permesso di soggiorno in corso di validità
  3. firma modello TT2120
  4. autocertificazione di residenza
  5. Codice Fiscale dell’intestatario
 
Se ad acquistare è una società occorre: 
  1. documento di identità di chi detiene i poteri di firma
  2. certificato CCIAA in corso di validità
  3. firma del modello TT2120
  4. dichiarazione sostitutiva C.C.I.A.A

NB: per i trasferimenti di Proprietà che ineriscono fattispecie diverse e qui non riportate, occorre valutare caso per caso in Agenzia.


TRASFERIMENTI DI PROPRIETÀ DI RIMORCHI E CARRELLI:
 
Documenti che deve esibire il venditore:
  1. libretto di circolazione
  2. certificato di proprietà (non obbligatorio)
  3. documento di identità
  4. codice fiscale del venditore
Documenti che deve esibire l'acquirente:
  1. documento di identità
  2. firma su modello TT2120

PROCEDURA: con l'entrata in vigore della nuova normativa in materia di rimorchi e carrelli non si fa più obbligo di effettuare il trasferimento di proprietà, ma basta effettuare l’aggiornamento della carta di circolazione a favore del nuovo intestatario .
 
EREDITARE UN VEICOLO
Chi abbia ereditato un autoveicolo deve innanzitutto sottoscrivere dinnanzi ad un soggetto abilitato (Ufficio Comunale, Sportello Telematico dell'Automobilista o notaio) la dichiarazione di accettazione d'eredità ( privata scrittura in bollo con firma autenticata ). La firma deve essere apposta da tutti gli eredi. Qualora uno degli eredi sia minore la dichiarazione deve essere firmata dal genitore esercente la patria potestà o da un tutore (munito di autorizzazione rilasciata dal
Giudice Tutelare). Tale documento dovrà essere prodotto a corredo della pratica, da presentarsi presso uno degli innumerevoli Sportelli Telematici dell'Automobilista, istituiti presso il PRA, il DTT (Motorizzazione Civile) o gli Studi di Consulenza.
 
Se si presenta la pratica direttamente presso gli sportelli del PRA occorrerà disporre di:
  • Certificato di Proprietà (o Foglio Complementare);
  • Carta di Circolazione;
  • Certificato di morte o dichiarazione sostitutiva di certificazione a firma di un erede;
  • Testamento in originale (o copia conforme in bollo) se esistente;
  • Documento di identità (in corso di validità) e codice fiscale di ogni erede. In caso si tratti di soggetti extracomunitari occorrerà permesso o carta di soggiorno in corso di validità.
 La pratica potrà essere presentata anche da un terzo, purché munito di delega in carta semplice e di copia del documento del delegante (nonché del proprio).
Verranno rilasciati in tempo reale un nuovo Certificato di Proprietà ed un tagliando d'aggiornamento da apporre sulla Carta di Circolazione.
 


Immatricolazione veicoli nuovi

L'acquisto di un veicolo nuovo è assimilabile alla nascita di un bambino: per prima cosa, occorre iscriverlo all'anagrafe relativa.
In genere, le pratiche amministrative per l'acquisto di un mezzo nuovo di fabbrica sono a cura del concessionario dal quale si acquista il veicolo. Il venditore, di solito, incarica uno studio di consulenza automobilistica (un'agenzia di pratiche auto) di effettuare le operazioni necessarie per la "messa su strada", il cui costo viene calcolato nel prezzo di vendita del veicolo "chiavi in mano".
Chi compra deve fornire al concessionario il proprio documento di riconoscimento, il codice fiscale e l'autocertificazione di residenza (Mod. TT2120), per consentire l'immatricolazione presso la Motorizzazione civile, e l'istanza del venditore o l'atto di vendita, da registrare al Pra (Pubblico registro automobilistico).
L'autocertificazione (Mod. TT2120) va sottoscritta dall'interessato davanti (di norma) al funzionario incaricato di ricevere la domanda di immatricolazione; l'acquirente deve farsi riconoscere con un documento d'identità.
Le pratiche di immatricolazione e di iscrizione al Pra di un veicolo nuovo devono essere effettuate mediante lo Sportello telematico dell'automobilista (Sta). Questo provvede a effettuare le operazioni (di prima immatricolazione/iscrizione) con collegamenti telematici con Aci e Motorizzazione. Lo "Sportello" riceve conferma sull'assegnazione delle targhe di circolazione e procede alla stampa di carta di circolazione e certificato di proprietà. I concessionari possono effettuare (mediante lo "Sportello") la pratica di iscrizione al Pra sulla base di una istanza dell'acquirente.
La carta di circolazione deve essere sempre tenuta nel veicolo: riporta informazioni a fronte di "codici armonizzati" alfanumerici, riconoscibili in tutta l'Unione europea.
Il certificato di proprietà attesta lo stato giuridico patrimoniale del veicolo e ha sostituito il foglio complementare. Deve essere custodito con cura dall'automobilista: serve per effettuare ogni successiva formalità al Pra. Attenzione: non è un documento previsto per la circolazione; meglio conservarlo in casa piuttosto che nell'auto.
La registrazione al Pra è importante perché con essa si dà pubblicità legale alle situazioni giuridico-patrimoniali previste dalla legge a tutela dei proprietari.
Anche trascorsi i 60 giorni dalla data di effettivo rilascio della Carta di circolazione, è possibile iscriversi al Pra: la legge prevede l'applicazione delle sanzioni per tardività, che possono giungere fino a un massimo del 30% della Imposta provinciale di trascrizione dovuta, oltre ai relativi interessi moratori.
Se l'iscrizione non è effettuata entro 90 giorni dall'immatricolazione, la Motorizzazione provvede al ritiro delle targhe e della Carta di circolazione su strada.
 


Immatricolazione/nazionalizzazione veicoli da Estero

Chi vuole trasferire in Italia un'auto o una moto acquistata all'estero, deve provvedere dapprima all'immatricolazione del veicolo e successivamente all'iscrizione dello stesso presso il P.R.A. Per poter adempiere a questi obblighi occorre possedere la documentazione necessaria e presentarla presso gli uffici competenti.
 
A far data dal 3 dicembre 2007 è in vigore una nuova disciplina che riguarda l' importazione dei veicoli nuovi* o usati dai paesi membri della UE nonché da gli Stati aderenti allo Spazio Economico Europeo**.
Infatti la procedura di immatricolazione dei suddetti veicoli sarà subordinata all'acquisizione da parte del Dipartimento dei Trasporti Terrestri (DTT) dei dati relativi al veicolo ed al suo acquisto come:
  • Prezzo del veicolo;
  • Numero di telaio;
  • Codice di immatricolazione ovvero numero di omologazione (che necessitano di essere convalidati da DTT).

Tali dati verranno trasmessi in via telematica alla Agenzia delle Dogane ed alla Agenzia delle Entrate che, tramite il nuovo modello F24, verificherà l'assolvimento degli obblighi IVA e ne darà comunicazione al DTT.
Qualora non siano verificati i requisiti sopra elencati l'immatricolazione del veicolo sarà inibita.
A procedura conclusa ed immatricolazione avvenuta, verranno rilasciate le targhe e la carta di circolazione.
Se si acquista in uno Stato membro un veicolo nuovo con omologazione UE, si può immatricolarlo in un altro stato membro senza che sia necessario sottoporre il mezzo ad alcuna prova di collaudo circa le sue caratteristiche tecniche.
Anche nel caso di acquisto di un veicolo nuovo che non è dotato di omologazione UE ma di omologazione nazionale, l'immatricolazione ha luogo senza particolari formalità.
Se invece l'omologazione nazionale è stata ottenuta nello Stato in cui si procede all'acquisto e non in quello di destinazione, si deve soltanto richiedere al rappresentante del costruttore nello Stato di destinazione un certificato attestante che il veicolo è simile al tipo omologato nello Stato di destinazione, salvo che per alcuni dettagli (ad esempio è a tre e non a cinque porte) che non incidano sulla sicurezza: l'immatricolazione sulla base di tale documento deve essere immediatamente concessa.

I veicoli usati, quelli cioè immatricolati in via definitiva con targa civile in uno stato membro della UE, dal momento che sono già stati autorizzati a circolare in un paese comunitario, hanno i requisiti per circolare in un qualsiasi altro stato della Comunità.
L'immatricolazione in Italia costituisce, pertanto, una reimmatricolazione sulla base del documento di circolazione definitivo rilasciato dall'autorità del paese da cui il veicolo proviene.
In base a recenti disposizioni non è più necessario sottoporre il veicolo usato all'accertamento dei requisiti di idoneità alla circolazione (collaudo) se dalla documentazione risulta la validità dell'ultimo controllo tecnico effettuato all'estero. Se quest'ultimo, invece, è scaduto di validità il veicolo deve essere sottoposto a visita e prova.
Quindi lo Stato di destinazione può esigere un controllo tecnico solo se questo è previsto, alle stesse condizioni e in circostanze analoghe (ad esempio in ragione dell'età del veicolo) per i veicoli già immatricolati nel suo territorio.
Come regola generale è da tenere presente che gli Stati membri non possono opporsi all'immatricolazione di un veicolo precedentemente immatricolato in altro Stato membro se non per motivi attinenti gravi rischi alla salute ed alla vita delle persone o per esigenze imperative che spetta loro precisare e motivare.
Tuttavia tale favorevole trattamento subisce delle deroghe nei seguenti casi particolari:
Veicoli provenienti da paesi terzi e immatricolati in altro Stato della UE prima della richiesta di immatricolazione in Italia.
In questo caso, se dalla documentazione prodotta risulta che la precedente immatricolazione è avvenuta in deroga alle direttive comunitarie in materia di omologazione e caratteristiche tecniche e di sicurezza, è molto probabile che la Motorizzazione richieda un esame tecnico molto più approfondito.
Per quanto riguarda i veicoli cancellati dal P.R.A. in Italia, esportati e immatricolati in altro Stato e per i quali si richiede la reimmatricolazione in Italia, in questo caso se la precedente cancellazione è avvenuta per “esportazione”, la reimmatricolazione potrà essere eseguita senza difficoltà.
Se, invece, la precedente cancellazione dal P.R.A. è avvenuta per “demolizione” la reimmatricolazione sarà subordinata alla verifica della esistenza dei requisiti tecnici e di sicurezza in vigore al momento della richiesta di reimmatricolazione in Italia. Tale verifica sarà eseguita dalla Motorizzazione.
Se la precedente cancellazione dal P.R.A. è avvenuta per “rottamazione”, godendo quindi degli incentivi statali, la reimmatricolazione verrà bloccata e il caso segnalato alla Guardia di Finanza.
A seconda del Paese di provenienza del veicolo, si distinguono  vari casi che comportano la presentazione di documentazione diversa.
I veicoli, per essere immatricolati in Italia, devono avere all’atto della radiazione effettuata dai competenti uffici esteri, la revisione in corso di validità.
Qualora la revisione risulti scaduta, il veicolo deve essere sottoposto a visita e prova presso gli uffici della Motorizzazione Civile prima della nuova immatricolazione in Italia.

NB: In caso di veicolo usato sarà necessario allegare alla documentazione richiesta fotocopia della carta di circolazione straniera in originale, debitamente annullata dall'ufficio competente di provenienza del mezzo.

 

(*) Sono da considerarsi veicoli nuovi i veicoli mai immatricolati o già immatricolati purché ricorra una delle seguenti condizioni:
• percorrenza non superiore ai 6000 chilometri;
• cessione avvenuta entro i primi sei mesi dalla data di prima immatricolazione.
In carenza di entrambe le condizioni il veicolo è da considerarsi usato.

(**) Islanda, Liechtenstein, Norvegia.



Reimmatricolazione veicoli

La reimmatricolazione è un'operazione che, con la nuova normativa, si rende in genere necessaria nei casi di smarrimento, sottrazione, distruzione o deterioramento di una o entrambe le targhe, salvo particolari procedure necessarie per gli autocarri adibiti al trasporto di merci per i quali rimandiamo all'apposita sezione TRASPORTO MERCI. Lo smarrimento della carta di circolazione invece non prevede più la reimmatricolazione, bensì il semplice duplicato. La prima cosa da fare nel caso di smarrimento, distruzione o sottrazione è la denuncia alle autorità competenti: tale documento consentirà di circolare per 15 giorni, dopodichè sarà necessario procedere alla reimmatricolazione. Nel caso di deterioramento l'operazione va effettuata subito ma senza denuncia, che è però necessaria in caso di distruzione parziale.
Andiamo ora a vedere la documentazione che serve: 
  • Copia documento d'identità valido e codice fiscale dell'intestatario;
  • Autocertificazione TT2120;
  • Denuncia in originale o copia conforme o autocertificazione di resa denuncia (solo per smarrimento, distruzione o sottrazione targhe);
  • Carta di circolazione originale;
  • Certificato di Proprietà o Foglio Complementare in originale;
Alcuni casi particolari richiedono della documentazione aggiuntiva.
 


Trasporto merci in conto proprio e/o conto terzi

CONTO PROPRIO
Il trasporto di merci in conto proprio è subordinato al rilascio di apposita licenza da parte dell'Amministrazione Provinciale, competente per territorio, cui va indirizzata la domanda di rilascio. La licenza è accordata per ciascun autoveicolo e vale anche per i rimorchi e semirimorchi da essi trainati che siano in disponibilità del titolare della licenza.
La legge definisce le condizioni per cui un trasporto di cose può essere considerato come "effettuato in proprio". Perché si verifichi devono essere contemporaneamente soddisfatte le seguenti condizioni:
 
1) il trasporto deve avvenire con mezzi:
  • in proprietà
  • in usufrutto
  • acquistati con patto di riservato dominio
  • in leasing
2) i veicoli devono essere condotti da:
  • il titolare, nel caso di impresa individuale;
  • il lavoratore dipendente, regolarmente iscritto a libro paga, in regola con le contribuzioni assistenziali e previdenziali ( INPS ed INAIL);
  • i collaboratori familiari (nel caso di imprese artigiane e di piccoli imprenditori), in regola con le contribuzioni assistenziali e previdenziali ( INPS ed INAIL);
  • i soci illimitatamente responsabili, nelle società di persone (S.N.C e S.A.S);
  • l’amministratore, nelle società di capitali (S.R.L., S.C.A.R.L, S.P.A). Lo stesso deve risultare in regola con le contribuzioni assistenziali e previdenziali ( INPS ed INAIL) .
3) il trasporto non deve essere un’attività economicamente prevalente, deve costituire solo un’attività complementare o accessoria all’attività principale. L’attività di trasporto può essere considerata complementare o accessoria quando si verificano contemporaneamente i seguenti fatti:
  • le cose da trasportare per le loro caratteristiche merceologiche abbiano stretta attinenza con l’attività principale dell’impresa
  • l’insieme dei veicoli da adibire al trasporto di cui trattasi abbia una portata complessiva non superiore a quella necessaria per soddisfare le esigenze dell’attività principale dell’impresa
  • i costi dell’attività di trasporto non costituiscano la parte preponderante dei costi dell’attività (ad eccezione del caso in cui il valore intrinseco della merce da trasportare sia tenue)
4) le merci trasportate siano:
  • in proprietà
  • prodotte e vendute
  • prese in comodato
  • prese in locazione
  • debbano essere elaborate, trasformate e simili
  • siano da tenere in deposito in relazione ad un contratto di deposito o ad un contratto di mandata ad acquistare o a vendere.
     

Competenze
Quando sono verificate tutte le condizioni indicate ai punti 1), 2), 3) e 4) può essere inoltrata domanda di rilascio di licenza alla Provincia competente in base alla sede principale, se il richiedente è un’impresa, un ente pubblico o privato ovvero in base alla residenza se il richiedente è una persona fisica. Abbiamo già visto che l'esercizio dell'autotrasporto di merci per conto proprio è subordinato al possesso di apposita licenza. Essa indica anche le cose o le classi di cose autorizzate al trasporto. L' elencazione è tassativa e il trasporto di cose non comprese nella licenza si configura come trasporto abusivo.
La licenza è nominativa: se il veicolo viene ceduto, occorre il rilascio di una nuova licenza a nome del nuovo interessato. Essa viene rilasciata per ogni singolo veicolo.
La domanda da presentare (e gli importi da versare, al fine di ottenere l' abilitazione al trasporto di merci in conto proprio) ricalca quella richiesta per il conto terzi, con la sola eccezione relativa alla presentazione della licenza rilasciata dall'Amministrazione Provinciale anziché l'iscrizione all'albo dei trasportatori.


CONTO TERZI
Chi intenda svolgere l' attività di autotrasporto di persone o merci per conto terzi deve necessariamente possedere il requisito di idoneità professionale.
Il requisito dell’idoneità professionale consiste nel possesso della conoscenza delle materie sotto riportate ed è accertato con il superamento di un esame presso gli Uffici della Motorizzazione Civile, articolato in due prove scritte:un quiz ed una esercitazione su un caso pratico.
 
Le materie su cui prepararsi sono le seguenti:
  • Diritto Civile;
  • Diritto Commerciale;
  • Diritto Sociale ;
  • Diritto Tributario;
  • Gestione Commerciale;
  • Accesso al mercato;
  • Norme tecniche;
  • Trasporti internazionali.

L’esame può essere:

  • esame completo nazionale e internazionale
  • esame esclusivamente nazionale
  • esame esclusivamente internazionale

Requisiti

Possono partecipare agli esami i candidati che hanno i seguenti requisiti:
a) avere la residenza anagrafica sul territorio italiano. Al cittadino comunitario ed extracomunitario è richiesto altresì il possesso di un titolo attestante la regolarità del soggiorno, ai sensi della legislazione vigente in materia;
b) avere la maggiore età;
c) non essere interdetto giudizialmente;
d) non essere inabilitato;
e) non essere destinatari di provvedimenti iscritti nel Casellario Giudiziale che riguardano l’applicazione di misure di prevenzione di cui alle L. 1423/56 (sorveglianza speciale, divieto di soggiorno in uno o più Comuni/Province, obbligo di soggiorno in uno o più Comuni/Province), e L. n. 575/65 e s.m.i.;
f) aver assolto all’obbligo scolastico e regolarmente superato un corso di istruzione secondaria di secondo grado di durata triennale, quadriennale, quinquennale, oppure avere assolto all’obbligo scolastico e superato il corso di formazione agli esami svolto presso un ente formatore appositamente autorizzato;
g) aver maturato un’esperienza pratica complessiva, continuativa ed attuale di almeno 5 anni nello svolgimento di attività di direzione di impresa (solo per coloro che richiedono di sostenere “l’esame di controllo”);
h) essere in possesso di attestato di idoneità professionale per l’accesso alla professione di trasportatore su strada di merci in conto terzi in ambito esclusivamente nazionale (solo per coloro che richiedono di sostenere l’esame esclusivamente in ambito internazionale).
Ai fini della dimostrazione del possesso del titolo di studio, se conseguito all’estero, deve essere prodotto dall’interessato il riconoscimento dello stesso effettuato a cura dell’autorità italiana e/o rappresentanza diplomatica competente.
In caso di pregresso esito negativo, il candidato potrà ripetere l’esame non prima che siano trascorsi tre mesi dalla precedente prova sostenuta.
I requisiti prescritti devono essere posseduti alla data di scadenza del termine stabilito per la presentazione delle domande di partecipazione, a pena di esclusione.
Superato l'esame, la documentazione da produrre è la seguente:
  • Iscrizione all'albo dei trasportatori;
  • Carta di circolazione (originale o fotocopia);
  • Documento d'identità valido (fotocopia);
  • Codice fiscale (fotocopia);
  • Certificato camerale in fotocopia (solo per le persone giuridiche);
  • Permesso di Soggiorno o Carta di Soggiorno (solo per cittadini extracomunitari
  • Fideiussione
La domanda potrà essere presentata dall' interessato o da un terzo munito di delega in carta semplice, sottoscritta e accompagnata da copia del documento valido dell'interessato.
 


 
Trasformazioni di Società
 
Gli atti relativi a trasformazioni aziendali, quali fusione, scissione, scioglimento con contestuale suddivisione delle quote per liquidazione del patrimonio sociale o con devoluzione del patrimonio al socio rimanente che continua l'attività in forma di impresa individuale,  costituzione  e  conferimento  d' azienda  o  di  ramo  di azienda, anche da parte dell' imprenditore individuale, incorporazione sono definiti  Atti Societari.
Essi come tali godono, in tema di trascrizione dell'atto,del beneficio del termine: ossia la tardività nella presentazione della pratica non decorre a partire dal 60° giorno successivo alla data di rogito o autenticazione, bensì si realizza solo dopo una ulteriore proroga della durata di 6 mesi  a partire dalla data di annotazione dell'evento nel registro della Camera di Commercio.
Un'altra  particolarità  riguarda  l'applicazione dell' Imposta Erariale di Trascrizione ( IPT ) che viene assolta in misura fissa. Non sono considerati rientranti nel novero di tali atti la cessione d'azienda
o di ramo d' azienda e come tali non godono di tale beneficio né dell'applicazione dell' IPT in misura
fissa ( l' importo  va  calcolato  in proporzione alla potenza del veicolo espressa in  KW.

La documentazione da presentare a corredo della pratica è la seguente: 
  • Verbale d'assemblea - privata scrittura o atto pubblico – (originale o copia conforme in bollo);
  • Certificato di Proprietà;
  • Carta di circolazione;
  • Mod.TT2120
  • Documento  di  identità  in  corso  di  validità  del  rappresentante  dell' azienda  beneficiaria e
    certificazione che provi di possedere tale rappresentanza  (es. certificato Camera di Commercio);
  • Codici fiscali o partita iva dei soggetti interessati.

 



Perdita o Rientro in possesso

La circolare n.204/E/94  emessa dal Ministero delle Finanze consente a chi sia rimasto intestatario del veicolo, ma ne abbia perduto il possesso e non abbia la documentazione idonea per effettuare
la trascrizione al P.R.A., di richiedere l' annotazione  di una pratica di perdita di possesso, ai soli fini tributari (ossia per interrompere l'obbligo del pagamento della tassa di possesso), utilizzando come documentazione una dichiarazione sostitutiva di atto notorio ai sensi dell'art.76 D.P.R. 445/2000.
NB: Occorre ricordare che, in omaggio al principio su cui si fonda l'istituto della  trascrizione, tale pratica non può avere valore  retroattivo ma esplica i suoi effetti solo a partire dal momento in cui viene resa pubblica con l'annotazione nei Pubblici Registri.
 
I casi previsti sono i seguenti:
  • Vendita a soggetto i cui dati conosciuti non sono sufficienti ai fini della trascrizione al PRA;
  • Consegna del veicolo a rivenditore irreperibile o fallito;
  • Veicolo consegnato a demolitore per rottamazione in data anteriore al 30/06/1998;
  • Pignoramento infruttuoso (allegare verbale negativo di pignoramento);
  • Appropriazione indebita  ( utilizzabile solo da società di leasing, allegando copia del contratto di locazione ).

 La documentazione da allegare è la seguente:

  • CdP o NP3B (doppio originale) come stampato di presentazione;
  • Dichiarazione sostitutiva di atto notorio;
  • Documento d'identità in corso di validità del richiedente.

Perdita di possesso per furto

È la formalità amministrativa necessaria per annotare nel Pubblico Registro Automobilistico (PRA) che il veicolo è stato rubato. In caso di  furto  del  veicolo occorre innanzitutto sporgere  denuncia  alle  autorità di Pubblica Sicurezza,indicando se è stato sottratto anche il Certificato di Proprietà (o foglio complementare).
É  indispensabile  poi  presentare  presso  gli  uffici  del Pubblico Registro una pratica di  Perdita  di Possesso  per  furto  del  veicolo producendo la seguente documentazione:
  • Denuncia di furto (originale o copia conforme);
  • Codice fiscale intestatario;
  • Documento in corso di validità;
  • Certificato di Proprietà (o foglio complementare) se disponibile;

Il rientro in possesso

In caso di  ritrovamento  del  veicolo  occorre  innanzitutto  sporgere  denuncia alle autorità di Pubblica  Sicurezza.  Se  è stato rinvenuto da altri verrà redatto dalle autorità stesse un verbale di ritrovamento ed un provvedimento di consegna (all'atto della restituzione). É  indispensabile  poi  presentare  presso gli sportelli degli uffici del Pubblico Registro Automobilistico, entro 40 giorni dall'evento una pratica di rientro in possesso del veicolo producendo la seguente documentazione:
  • Denuncia di ritrovamento o Provvedimento di riconsegna del veicolo (la documentazione va prodotta in originale o copia conforme);
  • Codice fiscale intestatario;
  • Documento in corso di validità;
  • Certificato di Proprietà (o foglio complementare) con annotata perdita di possesso.
 



Prenotazione revisioni e collaudi
 
Il nostro Studio effettua prenotazioni per le revisioni, con la semplice fotocopia integrale della carta di circolazione. Tale prenotazione, in particolare nei casi di inadempienze, può essere effettuata con carattere di urgenza entro tre giorni lavorativi con il sovrapprezzo dei diritti di urgenza. In caso di assenza nella data prefissata, si potrà prenotare dal giorno successivo eventualmente applicando la tariffa di urgenza, ma se nel frattempo si è fuori dei termini previsti il veicolo non potrà circolare fino al superamento della revisione stessa.
Negli ultimi anni l'Italia si è adeguata al resto dell'Europa riuscendo a colmare il ritardo di anni nell'applicazione del Codice della Strada per ciò che riguarda le revisioni, grazie anche alla concessione di Autorizzazioni a officine private che ora svolgono tale servizio.
La prima revisione si deve effettuare quattro anni dopo l'immatricolazione del veicolo. Quelle
successive avranno cadenza biennale. Se la prima immatricolazione è avvenuta all'estero deve essere preso in considerazione l'anno di tale immatricolazione.
A partire dall'anno 2003 anche motocicli e ciclomotori devono essere sottoposti a revisione. Queste
norme riguardano autovetture, autocaravan, autoveicoli adibiti al trasporto di cose o a uso speciale di massa non superiore a Kg. 3.500. Si può effettuare presso gli uffici della Motorizzazione Civile ( DTT ) o presso le officine autorizzate (solo i veicoli fino a Kg. 3.500 di massa). I seguenti veicoli debbono sostenere la revisione ogni anno:
  • Autocarri di massa complessiva superiore a Kg. 3.500;
  • Rimorchi con massa complessiva superiore a Kg. 3.500;
  • Auto pubbliche da piazza (taxi);
  • Veicoli da noleggio con conducente;
  • Autobus;
  • Autoambulanze;
  • Veicoli atipici (auto elettriche leggere, veicoli storici o d' interesse collezionistico iscritti negli appositi registri previsti dal Codice della Strada ecc.)
Per i veicoli superiori ai 3500 kg di massa complessiva adibiti al trasporto di merci per conto di terzi al momento della revisione è necessario esibire anche una copia dell'iscrizione all'Albo autotrasportatori oppure apposita autocertificazione redatta dal titolare o dal legale rappresentante dell'impresa autorizzata.
I veicoli summenzionati possono circolare anche dopo la scadenza del termine per la revisione, purché sia stata prenotata nei termini. Tutti gli altri veicoli possono circolare oltre il termine solo nel giorno in cui si deve effettuare la revisione. Chiunque circoli con un veicolo non correttamente sottoposto a revisione è punibile con una sanzione pecuniaria, ma si può rischiare il fermo amministrativo del mezzo nel caso si venga sorpresi a circolare in Autostrada.
Viene ritirata la carta di circolazione ed inviata all' Ufficio del DTT competente per territorio, il quale la restituirà a revisione avvenuta.
La revisione viene effettuata da parte del proprietario del mezzo presentando la propria richiesta (personalmente o a mezzo delegato oppure tramite uno studio di consulenza) ad uno dei seguenti soggetti:
  • Ufficio Motorizzazione Civile (in breve UMC);
  • centri privati autorizzati, solo per i veicoli contenenti al massimo 16 persone e massa non superiore a 3,5 t (pieno carico);
  • uffici del Settore Infrastrutture S.I.I.T. degli Uffici Provinciali Motorizzazione e nelle officine autorizzate (solo per autoveicoli di massa inferiore od uguale a 3, 5 t).
Le revisioni devono essere sempre effettuate entro:
  • il mese corrispondente a quello di rilascio della carta di circolazione o del certificato di idoneità tecnica per la prima revisione; 
  • il mese corrispondente a quello in cui è stata effettuata l’ultima revisione.

Esito

Prenotata la data della visita ed arrivati al momento della revisione del veicolo verrà rilasciata un'etichetta autoadesiva, con l'esito della prova, tre i possibili esiti:
  • REVISIONE REGOLARE: è permessa la circolazione fino alla visita successiva;
  • REVISIONE RIPETERE – DA RIPRESENTARE A NUOVA VISITA ENTRO UN MESE: è permessa la circolazione nel mese successivo alla data sul timbro purché ripetuta;
  • REVISIONE RIPETERE – VEICOLO SOSPESO DALLA CIRCOLAZIONE FINO A NUOVA VISITA CON ESITO FAVOREVOLE: è permessa la circolazione del veicolo solo per condurlo nell’autofficina il giorno stesso della revisione.

 
 

 
Rilascio o rinnovo targa prova
L'autorizzazione alla circolazione di prova è rilasciata dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti attraverso gli Uffici Provinciali della Motorizzazione ed ha validità annuale.
Le modalità per il rilascio, la revoca ed il rinnovo dell'autorizzazione sono stabilite con decreto. L'autorizzazione alla circolazione di prova è utilizzabile per un solo veicolo per volta ed è tenuta a bordo dello stesso, sul veicolo deve essere presente il titolare dell'autorizzazione medesima o un suo dipendente munito di apposita delega ovvero un soggetto in rapporto di collaborazione funzionale con il titolare dell'autorizzazione, purché tale rapporto sia attestato da idonea documentazione ed il collaboratore sia munito della necessaria delega.
Per ogni autorizzazione è consentito esclusivamente un unico esemplare di targa prova.
Laddove l'autorizzazione alla circolazione di prova risulti scaduta di validità, ovvero sia mancante, la stessa non ha alcuna efficacia e la circolazione è da ritenersi ordinaria e non di prova, con l'obbligo per l'agente accertatore della contestazione delle eventuali violazioni previste dal C.d.S..
L'elencazione dei soggetti abilitati è tassativa e non ammette deroghe, significando che non sussistono limitazioni in ordine al numero di autorizzazioni rilasciabili ad un medesimo soggetto, non assumendo alcun rilievo l'accertamento concernente il numero di dipendenti occupati nell'ambito dell'attività del titolare dell'azienda richiedente, è dunque sufficiente, ai fini del rilascio dell'autorizzazione, il semplice controllo documentale, fermo restando per l'Ufficio Provinciale della Motorizzazione, di esperire i prescritti controlli, anche a campione sulla veridicità delle dichiarazioni sostitutive fornite dagli interessati.
Previa verifica del permanere dei requisiti richiesti per il primo rilascio, l'autorizzazione alla circolazione di prova è rinnovata su richiesta, indirizzata all'Ufficio Provinciale della Motorizzazione in cui è ubicata la sede principale o la sede secondaria dell'impresa. Le richieste di rinnovo dell'autorizzazione possono essere inoltrate prima della scadenza, in tal caso il nuovo termine di validità del titolo autorizzativo comincia a decorrere dalla data di stampa dell'autorizzazione rinnovata.

Ad avvenuta verifica della domanda e della documentazione fornita, l'Ufficio Provinciale della Motorizzazione, ovvero lo studio di consulenza abilitato, procede al rinnovo stampandone gli estremi su un nuovo modulo che va a sostituire la precedente autorizzazione scaduta di validità, che viene ritirata.
L'autorizzazione alla circolazione di prova è aggiornata qualora il soggetto richiedente, intestatario della medesima, effettui un mutamento riferibile ad un'eventuale variazione di sede o di ragione sociale che non comporti l'estinzione del soggetto stesso e la costituzione di un nuovo ente. In tale fattispecie si rende necessario procedere al rilascio di una nuova autorizzazione previa revoca del titolo rilasciato al soggetto estinto.
Qualora venga meno una delle condizioni richieste per il rilascio dell'autorizzazione alla circolazione di prova, l'Ufficio Provinciale del D.T.T., con provvedimento motivato, procede alla revoca dell'autorizzazione stessa che in tale eventualità non deve essere intesa come una sanzione poiché prescinde dall'aver commesso illeciti.
L'interessato dal provvedimento di revoca del titolo autorizzativo, è quindi tenuto alla restituzione dell'autorizzazione presso il D.T.T. competente previa distruzione della targa di prova.

Targhe di prova
Il veicolo che circola su strada munito dell'autorizzazione, deve necessariamente esporre posteriormente una targa, trasferibile da veicolo a veicolo insieme con la relativa autorizzazione, recante una sequenza di caratteri alfanumerici corrispondente al numero dell'autorizzazione, per gli autotreni o autoarticolati, la targa è applicata posteriormente al veicolo rimorchiato.
La targa di prova deve necessariamente ed obbligatoriamente essere coperta da assicurazione per la responsabilità civile verso terzi e, nella prassi comune, ne è possibile la collocazione anche su veicoli già immatricolati scoperti da RC Auto ovvero per i quali non sia stata corrisposta la tassa automobilistica.
Inoltre, la targa prova è soggetta al pagamento della tassa automobilistica.
Ai fini fiscali appare di rilevante importanza che il soggetto interessato indichi, all'atto della richiesta dell'autorizzazione alla circolazione di prova, per quale tipologia di veicoli intende utilizzare la targa prova.
Conseguentemente a ciò, detta indicazione viene obbligatoriamente e tassativamente annotata sull'autorizzazione alla circolazione di prova.
La produzione e la distribuzione delle targhe di prova avviene a cura del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e, senza oneri per lo Stato, può essere affidata ai soggetti esercenti attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto, che ne facciano richiesta e che abbiano i requisiti stabiliti dallo stesso dicastero.

La targa prova per l‘esportazione è una targa con una striscia gialla sul lato destro ed è sempre valida per 5 giorni a partire dalla data di immatricolazione. La data impressa nella striscia gialla sul lato destro indica l‘ultimo giorno coperto dall‘assicurazione e di validità, la data è formata dal giorno sulla riga superiore, al di sotto si trova il mese e in basso l‘anno della data di scadenza. Dopo quel giorno la targa non è più autorizzata a circolare.
Non è necessario restituire le targhe dopo la scadenza, perché grazie alla data impressa la targa perde automaticamente validità.Si possono utilizzare solamente con un veicolo, non è autorizzato l‘uso su più veicoli. I dati del veicolo devono essere riportati nella carta di circolazione rosa.

Cosa serve:

  • Documento d'identità in corso di validità del legale rappresentante
  • Fotocopia del tesserino codice fiscale del legale rappresentante
  • Visura della camera di commercio, in bollo, o in alternativa l’autocertificazione camerale (cfr legge Bassanini)
  • Modello TT2120
 
 


Radiazioni per esportazione
Per esportare definitivamente un veicolo all'estero bisogna richiedere all'ufficio provinciale dell'ACI - Pubblico Registro Automobilistico (PRA) la "cessazione della circolazione per esportazione". Il PRA, a seguito della richiesta, rilascia il certificato di radiazione.
Dal periodo impositivo successivo dalla data del rilascio del certificato di radiazione si interrompe l'obbligo del pagamento della tassa automobilistica (bollo auto).
Se sul veicolo da esportare è iscritto al PRA un provvedimento di fermo amministrativo occorrerà prima cancellare il fermo amministrativo (dopo aver pagato le somme dovute al concessionario dei tributi) e dopo richiedere la "cessazione della circolazione per esportazione".
Si consiglia, prima di richiedere l'esportazione, di richiedere all'ufficio provinciale ACI – Pubblico Registro Automobilistico (PRA), o tramite il servizio visure online, una "visura" indicando la targa del veicolo per verificare che sul veicolo non sia iscritto un fermo amministrativo.
La richiesta di cessazione della circolazione per esportazione del veicolo deve essere firmata dall'intestatario del veicolo, dall'erede o dal proprietario che, per qualsiasi motivo, non risulti intestatario al PRA. Se non viene firmata davanti all'impiegato addetto, occorre allegare fotocopia di un documento d'identità/riconoscimento di colui che la firma.
La richiesta deve essere presentata presso uno Sportello Telematico dell'Automobilista (STA), oppure nella nazione in cui si esporta definitivamente il veicolo all'estero tramite il Consolato d'Italia.
La pratica può essere presentata da l'Intestatario del veicolo, da un terzo munito di delega e copia del documento d'identità dell'intestatario valido, da chi è in possesso di  titolo di proprietà (es: atto di vendita a proprio favore, ma mai trascritto al PRA), dagli  eredi (allegando  una  dichiarazione  sostitutiva di atto notorio che attesti la qualità di  erede; in caso di più eredi è sufficiente la dichiarazione di uno solo che dichiari di agire anche per gli altri), dal proprietario  ma non  intestatario (allegando una dichiarazione sostitutiva di atto notorio che attesti tale qualità).

Documentazione da presentare:

  • Certificato di proprietà (CdP) o foglio complementare
    In caso di smarrimento o furto o distruzione del documento deve essere allegata la denuncia di smarrimento o di furto presentata agli organi di pubblica sicurezza (o una dichiarazione sostitutiva di aver reso denuncia, con l'indicazione della data e del luogo dove è stata presentata).
    Se il proprietario non ha acquistato il veicolo dall'intestatario al PRA non è possibile sostituire il CdP o il foglio complementare con la denuncia di furto o smarrimento dei documenti.
    In caso di ritiro del documento da parte dell'autorità estera deve essere allegata la dichiarazione di ritiro, corredata da traduzione, da parte dell'autorità estera che ha provveduto alla nazionalizzazione del veicolo.
    Se il veicolo è già stato immatricolato in uno dei paesi membri della UE e dello spazio economico europeo, i documenti sono ritirati per legge dall'autorità estera e quindi non devono essere consegnati al PRA.
  • Nota di presentazione
    La nota deve essere firmata dall'intestatario del veicolo, oppure dall'erede oppure dal proprietario che, per qualsiasi motivo, non risulti intestatario al PRA. Se non viene firmata davanti all'impiegato addetto alla ricezione della richiesta, occorre allegare fotocopia di un documento d'identità/riconoscimento di colui che la firma. Se la nota è presentata dall'erede dell'intestatario deve essere compilata con i dati della persona deceduta indicandone, tra l'altro, il codice fiscale.
  • Carta di circolazione
    In caso di smarrimento/furto deve essere allegata la denuncia di smarrimento o furto presentata agli organi di pubblica sicurezza (o la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà di aver reso denuncia con l'indicazione di data e luogo dove la denuncia è stata presentata).
    In caso di ritiro del documento da parte dell'autorità estera deve essere allegata la dichiarazione di ritiro, corredata da traduzione, da parte dell'autorità estera che ha provveduto alla nazionalizzazione del veicolo.
    Se il veicolo è già stato immatricolato in uno dei paesi membri dell'unione europea, e dello spazio economico europeo, la carta di circolazione è ritirata per legge dall'autorità estera e quindi non deve essere consegnata al PRA.
    Se il veicolo è esportato in uno dei paesi membri dell'unione europea, e dello spazio economico europeo, è necessario produrre  - al momento della nazionalizzazione in tali paesi - l'originale della carta di circolazione rilasciata in Italia che, annullata e timbrata, verrà restituita all'interessato.
  • Entrambe le targhe (anteriore e posteriore)
    In caso di smarrimento/furto deve essere allegata la denuncia di smarrimento o di furto presentata agli organi di pubblica sicurezza (o la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà di aver reso denuncia con l'indicazione di data e luogo dove la denuncia è stata presentata).
    In caso di ritiro delle targhe da parte dell'autorità estera deve essere allegata la dichiarazione di ritiro, corredata da traduzione, da parte dell'autorità estera che ha provveduto alla nazionalizzazione del veicolo.

 

© Agenzia Sprint Pratiche auto di Galli Mauro e C. Sas · P.IVA 00303160121 · Via Garibaldi, 33 - 21047 Saronno (VARESE) · Tel: 02 9609040 · Fax: 02 96319839 · Privacy e Cookie Policy · Credits